Tornerà in Italia nei prossimi giorni, forse già questa settimana, l’urna con le ceneri di Alessandro Croce, il trentenne originario di Teramo deceduto due settimane fa a Edimburgo. Il ritardo nel rimpatrio è stato causato dalle complesse pratiche burocratiche da espletare nel Regno Unito, ormai fuori dall’Unione Europea.
Alessandro era partito per la Scozia poco prima di Ferragosto, deciso a realizzare un desiderio: assistere a un concerto degli Oasis, la band britannica che amava fin da adolescente. La sua passione per la musica lo aveva spinto a ignorare i consigli di chi, conoscendo la sua malattia autoimmune, lo aveva invitato alla prudenza.
Chi lo conosceva bene sapeva che Alessandro viveva un equilibrio fragile: alternava periodi di stabilità a fasi di crisi improvvise, che potevano manifestarsi con forza. Ma il desiderio di libertà e spensieratezza aveva avuto il sopravvento.
Poi, all’improvviso, la notizia della sua morte. Una tragedia che ha colpito profondamente la comunità teramana, lasciando sgomento e dolore tra chi gli voleva bene.













