Presentato stamattina in Commissione il documento preliminare del Piano Urbanistico Comunale, frutto di uno studio delle università di Camerino e dell’Aquila, tenendo conto della nuova legge regionale che disciplina la materia.
Sono due le linee guida che lo hanno ispirato: Contenimento del suolo e rigenerazione urbana. Si potrà costruire solo recuperando spazi in altre aree. La parola d’ordine è consumo del suolo a saldo zero, “un percorso non facile – ci dice l’assessore all’Urbanistica Ciapanna (intervista) – ma che cambierà il volto della città“.
Particolare importante è l’istituzione del Garante della Partecipazione. Nasce dalla volontà di recepire le istanze di tutte le componenti della società civile, da quelle imprenditoriali, alle varie comunità che compongono il tessuto sociale, nel principio della concertazione.

I tecnici, attraverso le parole dell’architetta Viviani, hanno dedicato un capitolo importante alla rigenerazione urbana. “Rivitalizzare l’esistente dando spazio all’economia in tutte le sue forme, dal commercio all’artigianato, in un contesto racchiuso nel concetto di “città verde e blu”. Dare spazio al verde e pensare ad uno sviluppo economico diversificato, nell’ambito del commercio e dell’artigianalità. Il concetto di città che consuma quello che produce“.
Sei, inoltre, i punti qualificanti elencati dai tecnici. Tra questi la necessità di ottenere “una città sicura e resiliente, che sappia quindi reagire alle difficoltà, il miglioramento delle infrastrutture a sostegno dello sviluppo e la creazione di una città che essa stessa sostiene il lavoro, potenziando tutto quello che oggi la tecnologia permette“. Non ultima, una strategia di sviluppo per le zone rurali tutelando il patrimonio green con uno sguardo al potenziale turistico.
Il consigliere di maggioranza Luca Pilotti ha sollevato il problema degli edifici abbandonati e pericolanti presenti in città per i quali occorre inserire nel piano, “strumenti che consentano di intervenire“. Pilotti ha poi chiesto di pensare alla qualificazione delle strade più importanti con la piantumazione di alberi e di definire una volta per tutte la questione ex Manicomio.

Dai banchi dell’opposizione è intervenuto Berardo Rabbuffo che, seppur favorevole a quello che si sta facendo, ha rilevato alcune incongruenze in seno alla maggioranza. “Da una parte si vuole valorizzare il verde e limitare il consumo del suolo e dall’altra si vuol costruire la scuola Jolly in un’area verde, con a disposizione altre possibilità coerenti con il piano“. Rabbuffo si è poi augurato che a Teramo sia riconosciuto il rango di città capoluogo e che la partecipazione sia reale e non una richiesta di facciata.
Per la Provvisiero “è importante l’istituzione del Garante della Partecipazione: “che sia un piano condiviso da tutti, commercianti, imprese, casalinghe, che coinvolga la vita vera della città“. Infine il consigliere Raiola ha consigliato un censimento del patrimonio arboreo e uno studio del sottosuolo: “occorre conoscere, – ha detto – quello che abbiamo sotto“
Il progetto del PUC ora vivrà una fase preliminare fatta di confronti e raccolta di istanze, poi andrà in commissione e infine in consiglio per essere approvato. Secondo le direttive regionali dovrà essere approvato entro 5 anni dalla promulgazione della legge. Quattro quindi per Teramo, essendo un anno già trascorso.














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