L’iniziativa richiamata dall’onorevole Stefania Pezzopane, in occasione della scomparsa di Carlo Ginzburg, storico e saggista (*), ha lo scopo di ribadire il valore civile della memoria legata alla famiglia Ginzburg e il ruolo della Biblioteca comunale di Pizzoli, intitolata a Natalia e Leone Ginzburg, come luogo di conservazione e restituzione pubblica di quella storia. In una nota Pezzopane sottolinea la portata della lezione di Carlo Ginzburg, che ha riportato l’attenzione sui dettagli marginali e sulle tracce minori come chiave di lettura del passato, affermando che «la storia non è mai neutra» e che guardare ai margini rappresenta «una posizione politica». La nota ricorda l’internamento dei Ginzburg a Pizzoli tra il 1940 e il 1943, definito «una ferita storica inscritta nel territorio», e rievoca l’arrivo nel 2016 del Fondo Ginzburg, accompagnato da Carlo Ginzburg e dai familiari, descritto come «un atto politico e culturale, non un evento celebrativo». Pezzopane cita anche il contributo di Vittorio Giorgi, testimone del legame tra la famiglia e la comunità locale, e afferma che custodire libri, luoghi e tracce significa «opporsi all’oblio organizzato». Conclude riconoscendo l’impegno del Comune di Pizzoli nel mantenere viva questa memoria attraverso la Biblioteca dedicata ai Ginzburg.

(*) Carlo Ginzburg (Torino, 15 aprile 1939 – Bologna, 17 giugno 2026) è stato uno storico, saggista e traduttore italiano. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue. Figlio dell’intellettuale ebreo Leone Ginzburg, e della scrittrice Natalia Levi Ginzburg (di padre ebreo e madre cattolica), fratello dell’economista Andrea Ginzburg, è stato uno studioso degli atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari all’esordio dell’età moderna, pubblicando diversi saggi.

Carlo Ginzburg