Nelle prime ore di oggi, i carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere per 9 persone e gli arresti domiciliari per altre 7. L’indagine, denominata “MareMagnum” e avviata nel marzo 2024, ha permesso di documentare l’esistenza di un sodalizio criminale composto da cittadini italiani e albanesi dedito allo spaccio di cocaina su vasta scala lungo il litorale adriatico, con collegamenti internazionali che arrivavano fino in Albania.​

L’attività investigativa, sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e mirati servizi di osservazione, ha svelato una rete di distribuzione capace di rifornire una clientela diversificata. Tra gli assuntori e i soggetti coinvolti a vario titolo figurano esponenti della realtà professionale e imprenditoriale locale, tra cui avvocati, medici e titolari di attività commerciali come ristoranti e stabilimenti balneari.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo smercio avveniva prevalentemente nei luoghi della movida pescarese, in complessi residenziali di Montesilvano e in diverse località della costa teramana, garantendo all’organizzazione introiti stimati in oltre 150 mila euro mensili.​ Le indagini hanno evidenziato come il gruppo operasse con una gestione continuativa e, in alcuni casi, ricorresse a metodi intimidatori per assicurare il pagamento delle forniture. Durante l’intero periodo dell’attività investigativa, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di circa 2 chilogrammi di cocaina e all’identificazione di numerosi assuntori, segnalati alle autorità competenti. Il provvedimento giudiziario odierno colpisce sia soggetti già noti alle forze dell’ordine sia figure precedentemente incensurate, delineando un quadro di infiltrazione del fenomeno del narcotraffico in diversi strati del tessuto sociale ed economico del territorio.​