La Notte del Saltarello cambia identità e diventa un progetto culturale territoriale. L’edizione 2026 si presenta come un festival diffuso che unisce tre storiche manifestazioni dell’Appennino teramano in un unico cartellone, dal 31 luglio all’11 agosto, con l’obiettivo di valorizzare tradizioni, paesaggi e comunità locali. Il nuovo format integra il 48° Incontro del Folklore Internazionale di Penna Sant’Andrea, il 57° Festival dell’Organetto Ddù Botte di Basciano e il 32° Valfino al Canto di Arsita. Il programma è stato illustrato nella Sala Consiliare della Provincia di Teramo alla presenza dei sindaci Catiuscia Cacciatore, Alessandro Frattaroli e Nicola Salini, del presidente del Gal Gran Sasso Laga Carlo Matone e del presidente del Consorzio Bim Teramo Marco Di Nicola. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete tra paesi che condividono una storia comune fatta di musica popolare, teatro, danza ed enogastronomia. «Vogliamo offrire un’esperienza che vada oltre il singolo spettacolo, trasformandola in un viaggio nell’Appennino teramano», è stato spiegato nel corso della presentazione. Dal 31 luglio al 2 agosto Penna Sant’Andrea ospiterà l’Incontro Internazionale di Folklore, con al centro il tradizionale Laccio d’Amore, simbolo identitario del territorio. Accanto ai gruppi locali si esibiranno compagnie italiane e straniere. Debutta anche la prima Sagra della Frittella Pennese, che accompagnerà tre giornate di spettacoli, sfilate e convivialità. Dal 5 al 7 agosto il festival si sposterà a Basciano, dove la 57ª edizione del Festival del ddu’ botte si intreccerà con la storica Sagra del Prosciutto Abruzzese. Il programma prevede concerti dedicati agli strumenti della tradizione, esibizioni folkloristiche, incontri tra musicisti e le selezioni del prestigioso Festival dell’Organetto. Spazio anche ai prodotti tipici e alla cultura contadina. Dal 9 all’11 agosto il viaggio si concluderà ad Arsita con Valfino al Canto, tre giornate dedicate alle musiche tradizionali e al canto popolare. Il festival manterrà la sua caratteristica formula “senza palchi e senza amplificazioni”, con gruppi provenienti da tutta Italia e dall’estero. All’interno della manifestazione è prevista anche la Sagra del Coatto, che richiama la tradizione gastronomica pastorale. La Notte del Saltarello 2026 si propone come un progetto integrato di promozione territoriale. Ogni evento sarà collegato a borghi, paesaggi, percorsi naturalistici, strutture ricettive e prodotti tipici. È previsto un sistema di comunicazione coordinato con calendario unico, materiali promozionali, campagne digitali e QR Code informativi. I contenuti confluiranno nell’Ecosistema Web Appennino Teramano, destinato a diventare un archivio permanente. «Il Saltarello non è solo una danza, ma un linguaggio comune con cui l’Appennino teramano continua a raccontare sé stesso», è stato sottolineato in chiusura. Un festival diffuso che punta a rafforzare la collaborazione tra i territori e a proporre un modello di valorizzazione culturale capace di innovare senza perdere il legame con le radici.
commenti













