Una serie di interventi da parte della Polizia ha portato a tre arresti nel giro di 48 ore tra Lanciano e Atessa. I casi vedono coinvolti due fratelli, di cui uno minorenne, e un operaio cinquantenne, con accuse che spaziano dalla tentata estorsione al porto abusivo d’armi e gravi aggressioni.

Il primo episodio si è verificato mercoledì, quando un operaio cinquantenne, originario di Napoli ma residente a Lanciano, è stato fermato con l’accusa di tentata estorsione e porto abusivo d’armi. L’uomo avrebbe minacciato un meccanico con un’arma insolita, descritta come una sorta di tirapugni, perchè insoddisfatto della riparazione dell’auto e pretendendo la restituzione di circa 300 euro. Nonostante la gravità delle accuse e la convalida dell’arresto, il cinquantenne è stato successivamente scarcerato.

Il giorno seguente, giovedì, l’attenzione si è spostata su un minorenne di 17 anni, fermato in relazione a una violenta aggressione avvenuta a gennaio fuori da una discoteca di Atessa. Il giovane è accusato di aver brutalmente picchiato un coetaneo con un mattone, causandogli gravi fratture. L’episodio aveva già suscitato allarme a inizio anno per la sua efferatezza. Il 17enne sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia, un passaggio cruciale per definire la sua posizione legale e le eventuali misure cautelari.

Infine, un terzo arresto ha coinvolto il fratello diciottenne del minorenne fermato per l’aggressione ad Atessa. Il giovane è stato condotto in carcere per scontare una pena definitiva di 7 mesi e 28 giorni. La condanna deriva da un caso di estorsione risalente al 2021, quando, all’età di 15 anni, aveva sistematicamente tormentato un coetaneo con minacce e aggressioni per estorcergli denaro. Questo arresto chiude il cerchio su una vicenda che evidenzia problematiche giovanili legate a comportamenti devianti e al bullismo trasformatosi in reato.


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