
Silvi ha ospitato il battesimo della Uil Federazione poste e comunicazioni per i territori di Abruzzo e Molise, segnando ufficialmente l’unione tra le sigle Uilcom e Uil Poste. L’assemblea congressuale ha sancito la nascita di un nuovo soggetto sindacale progettato per rispondere alle sfide di un mercato del lavoro sempre più fluido, dove i confini tra servizi fisici e digitali si fanno sottili. L’assise ha eletto Giulio Cerasa (foto) come primo segretario generale della federazione interregionale, che sarà affiancato da Piero Francazio nel ruolo di segretario generale aggiunto. La nuova segreteria si completa con le figure di Sandro Pace, Enza De Simone e Gianni Andreola, mentre Marco Di Nicola assumerà l’incarico di tesoriere. Il perimetro d’azione della neonata categoria spazia dalle telecomunicazioni alla cultura, passando per l’informazione e il settore postale. Durante i lavori è emersa con forza la necessità di governare l’avanzata dell’intelligenza artificiale e dell’automazione, affinché lo sviluppo tecnologico non si traduca in uno strumento di controllo, ma in un supporto alla qualità e alla sicurezza dell’impiego umano. Tra le priorità indicate per il quadriennio 2026-2030 spiccano la lotta alla precarietà e il recupero del potere d’acquisto dei salari, da attuarsi attraverso una redistribuzione dei profitti aziendali e un monitoraggio costante della parte economica dei contratti. La federazione ha inoltre ribadito la ferma opposizione a ulteriori processi di privatizzazione dei servizi pubblici essenziali. Un focus particolare è stato dedicato alla recente operazione industriale tra Poste Italiane e Tim, giudicata dai vertici sindacali come un passaggio strategico fondamentale per la sovranità digitale del Paese. L’unione dei due colossi rappresenta un’opportunità per mettere in sicurezza il comparto delle comunicazioni, a patto che l’operazione porti investimenti reali sulle infrastrutture e garanzie ferree per i livelli occupazionali. Il congresso di Silvi si è chiuso con la volontà di promuovere un modello di sindacato moderno, capace di coniugare la visione strategica nazionale con un presidio capillare sul territorio, mantenendo al centro la dignità della persona e il valore della contrattazione collettiva come argini contro ogni logica puramente speculativa.











