«La prevenzione non può essere considerata un elemento secondario», «il fenomeno riguarda da vicino l’Abruzzo, con un incremento del 6,34% degli infortuni tra i 15 e i 24 anni nel primo semestre 2026», si legge nel comunicato diffuso dalla Uil Abruzzo dopo la morte di Andrea Moretti, il giovane di Crognaleto deceduto nel cantiere del Colosseo. Il sindacato richiama in una nota anche i dati della Relazione annuale Inail, che evidenziano come gli under 35 rappresentino oltre il trenta per cento delle denunce di infortunio, superando i 127 mila casi. «Bisogna intervenire in modo specifico a tutela dei lavoratori più giovani», afferma Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, che richiama il confronto in corso sul Piano regionale della prevenzione e la necessità di agire prioritariamente nei comparti più esposti. Sul tema della formazione interviene Valerio Camplone, responsabile del Dipartimento Ambiente, salute e sicurezza Uil Abruzzo: «La formazione deve essere reale, preventiva e sul campo, non un semplice pezzo di carta», «deve fornire strumenti concreti per riconoscere ed evitare i rischi, soprattutto ai ragazzi alle prime esperienze». I due dirigenti sindacali concludono il comunicato ribadendo che «a 22 anni non si può e non si deve morire per il lavoro. Mai».