L’ondata di caldo e siccità che ha colpito l’Abruzzo quest’estate sta mettendo in ginocchio il comparto della pesca. Cozze e vongole, in particolare, stanno soffrendo a causa del riscaldamento delle acque marine e della mucillagine, con gravi conseguenze per gli allevamenti.
Per far fronte a questa emergenza, il vice presidente regionale Emanuele Imprudente con delega al settore, ha convocato gli enti di ricerca e le associazioni di categoria in una Conferenza della Pesca. Gli esperti, nel frattempo, sono al lavoro per valutare l’impatto dei cambiamenti climatici e per fornire agli allevatori gli strumenti necessari per affrontare questa difficile sfida.

“Vista le criticità del settore a livello nazionale, almeno per quanto riguarda la costa adriatica, avvieremo innanzitutto un raccordo con le altre Regioni, con il proposito di coinvolgere la Commissione Politiche Agricole nazionale ed il MASAF. Tuttavia – scrive Imprudente in una nota – l’Assessorato Regionale ha già appurato la possibilità di utilizzare due misure del Fondo europeo per la Pesca (FEAMPA). Le misure comprendono anche il supporto per l’acquisto del seme, da attivare però, sulla base del danno accertato. All’esito della verifica i parametri economici devono rilevare una perdita del 30% del fatturato o mortalità maggiore del 20%”.










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