“Il bancomat è chiuso” è la frase che ha campeggiato nei giorni scorsi su alcuni pannelli pubblicitari comunali di Montorio al Vomano, accompagnata da dati ufficiali sui conti del Comune nell’ultimo decennio. L’iniziativa ha suscitato critiche da parte delle opposizioni.
Il sindaco Fabio Altitonante ha precisato di aver sostenuto personalmente il costo di 300 euro per lo spazio pubblicitario, garantendo che non vi è stato alcun utilizzo di fondi pubblici e ha specificato che i numeri riportati nelle tabelle sono ufficiali.
Il sindaco ha inoltre puntato l’indice sulla gestione degli spazi pubblicitari comunali. La concessione, scaduta da 15 anni, è stata ripristinata con gestione diretta tramite l’ufficio tributi, portando a un incasso di circa 8.000 euro in un solo anno. Secondo Altitonante, ciò implicherebbe una perdita di almeno 100.000 euro negli anni precedenti.
Sotto accusa, poi, la gestione finanziaria dal 2015 al 2019, periodo nel quale, secondo il sindaco, sarebbero stati spesi circa 125 milioni di euro. “Un’enormità, ha dichiarato, senza opere e senza servizi tangibili. In quegli anni abbiamo ereditato disavanzi strutturali, nuovi debiti, residui passivi anomali e una cassa costantemente in rosso per milioni di euro“.
Confrontando il passato con la sua amministrazione, il sindaco ha evidenziato di non aver contratto nuovi debiti, di aver ottenuto finanziamenti esterni, rinegoziato un prestito obbligazionario del 2005 e saldato i debiti preesistenti, affermando di aver “invertito la rotta”.
Sono stati inoltre citati presunti sprechi del passato in settori come cimiteri, società partecipate, espropri e la piscina. Un caso specifico menzionato riguarda la fornitura di energia elettrica, per la quale si pagavano 5.000 euro al mese per un contratto forfettario di 170 kW, destinato ad alimentare solo quattro punti luce in via Gramsci.













