Quella che era nata come una “piccola rivoluzione dal basso” con un budget di 80 euro e tanti violoncelli pieni di passione, è diventata oggi un fenomeno musicale di portata globale, culminando con lo storico debutto dei 100 Cellos al prestigioso Teatro alla Scala di Milano. Un traguardo emozionante per il Maestro Enrico Melozzi, che calca per la prima volta questo palco leggendario, affiancato da Giovanni Sollima, già volto noto alla Scala.
Il progetto nato nel 2011 tra le mura del Teatro Valle occupato di Roma, scrive il Maestro sulla sua pagina social, ha superato ogni più rosea aspettativa. Melozzi ricorda con affetto gli inizi: “Non immaginavamo allora che quel seme avrebbe cambiato radicalmente il modo di percepire e vivere la musica classica in Italia e nel mondo.“
In questi anni, i 100 Cellos hanno infranto le barriere, portando la loro musica innovativa su palchi internazionali in città come Tokyo, Osaka, Budapest, Dubai e Madrid, oltre a radunare folle oceaniche in eventi come Piazza San Giovanni a Roma. La loro missione è stata chiara, dice Melozzi: “trasformare il violoncello da strumento “serio” ed esclusivo a qualcosa di universale, accogliente e accessibile. Un violoncello capace di raccontare non solo la musica classica, ma anche il rock, il pop e persino il silenzio“, dimostrando la sua incredibile versatilità.
Un percorso che ha avuto un impatto profondo anche sulla didattica musicale, riaccendendo la passione per la musica in numerosi giovani e offrendo loro una nuova prospettiva sullo studio e l’espressione artistica.
Salire sul palco della Scala è per Melozzi “il frutto della “perseveranza e dell’entusiasmo di centinaia di musicisti volontari che hanno creduto nel progetto fin dalla sua prima edizione. L’emozione è palpabile e la serata è dedicata a coloro che non ci sono più, a chi ha sempre seguito il progetto con affetto e, soprattutto, a tutti i giovani che, grazie a questa esperienza, hanno riscoperto la musica come “spazio di libertà e bellezza“.
“Per i 100 Cellos, conclude il Maestro Melozzi, la Scala non è solo un traguardo simbolico, ma un nuovo, entusiasmante punto di partenza“. (Foto pagina social del M. Melozzi)














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