Un’operazione della Guardia di Finanza di Chieti ha portato alla luce una maxi frode ai danni dello Stato, con un danno stimato in oltre un milione e 400mila euro. Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Chieti, una società apparentemente operante nel settore delle pulizie, che ha ottenuto ingenti finanziamenti pubblici attraverso la falsificazione dei bilanci.
I finanzieri hanno scoperto che la società, amministrata da un 60enne aquilano e con una 52enne aquilana come prestanome, ha presentato bilanci falsi per ottenere due distinti finanziamenti: uno di 656mila euro dalla società SIMEST per attività promozionali all’estero e un altro di oltre 720mila euro dalla Banca del Mezzogiorno per far fronte all’emergenza Covid-19.
Una volta ottenuti i fondi, la società ha acquistato auto aziendali e simulato pagamenti a diverse imprese, con l’obiettivo di giustificare la spesa dei soldi pubblici. Le indagini hanno però dimostrato che questi rapporti commerciali erano fittizi e servivano solo a nascondere la reale destinazione dei fondi.














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