In seguito alle minacce profferite da alcuni tifosi del Chieti nei confronti del giornalista de Il Centro Gianluca Lettieri, intervengono Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, Giulio Cesare Sottanelli, parlamentare di Azione e Marina Marinucci, presidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti. I lettori non avrebbero gradito un articolo in cui il giovane giornalista si soffermava sulla decisione della società di nominare dirigente un ex addetto alla sicurezza, con ancora sulle spalle un Daspo

Il messaggio di Marco Marsilio:

Individuare e punire gli autori delle intimidazioni

“Leoni da tastiera e mitomani affollano il mondo social, avvelenano i contenuti con messaggi e insulti spesso deliranti. Giusto non abbassare la guardia, non ‘abituarsi’, non rassegnarsi al degrado. Anche se le minacce contro Gianluca Lettieri fossero solo l’ennesima fanfaronata di frustrati che esprimono nell’anonimato la loro impotenza, non possiamo mai escludere che qualche esaltato possa davvero passare ai fatti. Magari istigato dalla violenza dei messaggi che circolano indisturbati. Per questo mi auguro che gli inquirenti possano individuare e punire come meritano gli autori di queste intimidazioni. A Gianluca Lettieri e alla redazione de Il Centro la solidarietà mia personale e dell’intera Giunta regionale”.

Giulio Cesare Sottanelli (Azione):

“Inaccettabile intimidire chi fa informazione”

“Le minacce ricevute dal giornalista Gianluca Lettieri sono un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio. Colpire un cronista per un articolo significa provare a condizionare il diritto di tutti i cittadini ad essere informati. La violenza verbale e l’odio diffuso sui social non devono diventare normalità. Mi auguro che la giustizia faccia il proprio corso per individuare e punire gli autori di questo gesto.”

Marina Marinucci, presidente dell’Ordine dei Giornalisti abruzzesi:

“Un tentativo gravissimo di limitare la libertà di stampa”

“Sui social network, infatti, sono comparsi messaggi minacciosi nei confronti del giornalista e della redazione, accompagnati addirittura dalla diffusione dell’indirizzo di casa del collega.
Un episodio gravissimo che configura un tentativo inaccettabile di condizionare la libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati”, si legge ancora nella nota.