IL COMUNICATO:
“L’elefante ha partorito un topolino: dopo settimane di annunci e promesse, tutto si è concluso con il cambio di un solo assessore. Una presa in giro per i cittadini mentre la città affonda tra problema di sicurezza e opere incompiute.
TERAMO, 29.05.2026 – Non c’è sceneggiatura tragicomica che possa reggere il confronto con l’ultima performance del Sindaco D’Alberto. Quello che, nelle sue dichiarazioni, doveva essere il rimpasto del “rilancio”, della “svolta” e della “qualità politica”, si è rivelato l’ennesimo atto di una commedia degli equivoci. La vittima, purtroppo, è sempre la stessa: la città di Teramo.
IL “FORNAIO” DEI RIMPASTI FALLIMENTARI
In otto anni di amministrazione abbiamo assistito a ben quattro rimpasti, specchio fedele di un fallimento amministrativo cronico. Più che un amministratore, il Sindaco sembra un fornaio maldestro che continua a manipolare un impasto che puntualmente produce solo pagnotte bruciate.
Azzerare un’intera giunta per cambiare un solo componente — tra l’altro un assessore che manifestava da anni la volontà di lasciare — non è politica: è accanimento terapeutico su una macchina amministrativa ormai ferma al palo.
CHIACCHIERE CONTRO REALTÀ: IL DOSSIER DEL DECLINO
Mentre il Sindaco si lancia in interviste millantatrici, il territorio parla una lingua diversa e drammatica:

  • Insicurezza e Disordine: La mancanza di sicurezza non è una percezione, ma una realtà alimentata da una pianta organica dei Vigili Urbani sottodimensionata in modo cronico. A questo si aggiunge il paradosso dei parcheggi: tariffe alle stelle e multe spietate per chi ritarda di pochi minuti, mentre il caos regna sovrano nei divieti di sosta impuniti.
  • L’Emergenza Abitativa: Il caso di Via Longo descrive perfettamente l’incapacità di dare risposte a un’emergenza incancrenita da una totale assenza di pragmatismo.
  • Il Libro delle Incompiute: Una lista che certifica l’immobilismo di questo centrosinistra. Parliamo di: Canile, Area Camper, il Municipio, il parcheggio di Piazza Donatori di Sangue, le ex Scuole Elementari, il Museo San Carlo.
  • Ricostruzione e Regolamenti: La ricostruzione pubblica legata al sisma 2016 è ferma, mentre il Regolamento del Piano Antenne risale addirittura al 2014, in un vuoto di trasparenza e ordine amministrativo imbarazzante.
    L’APPELLO: UN ATTO DI CORAGGIO
    “Perché azzerare tutto per non cambiare nulla?”. Questa è la domanda che i teramani si pongono davanti a questo teatrino. Siamo ai titoli di coda: otto anni di promesse svuotate di contenuto hanno reso il nostro territorio l’ombra di se stesso“.

Luca Corona, capogruppo di Fratelli d’Italia