Azione si schiera apertamente contro la riforma della legge elettorale regionale in Abruzzo. Il deputato Giulio Sottanelli e il capogruppo Enio Pavone hanno inviato una lettera a tutti i sindaci abruzzesi spiegando che «oggi ogni provincia ha un numero certo di consiglieri, calcolato sulla popolazione, e ogni Sindaco sa quanti eletti esprime il suo territorio e a chi rivolgersi», mentre «con il collegio unico questa garanzia sparisce: i piccoli e medi Comuni e le aree interne si troverebbero a competere con i grandi centri urbani, senza più alcuna certezza che dalla loro provincia venga eletto qualcuno». I due esponenti ribadiscono che «per noi il principio che ogni territorio abruzzese abbia i propri rappresentanti è irrinunciabile», precisando che «la questione non è di parte, riguarda l’Abruzzo nel suo insieme». Passando all’analisi dell’impatto sugli amministratori locali, sottolineano come «oggi un Sindaco di un piccolo Comune costruisce il consenso nella propria provincia e può ambire a rappresentare il territorio che conosce», laddove «con il collegio unico dovrebbe farsi conoscere da Martinsicuro a San Salvo lungo la costa e poi risalire l’Appennino fino a Oricola». Sul fronte normativo si evidenzia che «la legge attuale obbliga il Sindaco che si candida al Consiglio regionale a dimettersi in anticipo, rinunciando al mandato dei cittadini prima ancora di sapere se sarà eletto», motivo per cui «Azione proporrà di cambiarla». Lanciando la mobilitazione, le figure del partito affermano di mettersi a disposizione per incontri pubblici, ribadendo che «su una materia che riguarda la rappresentanza di tutti i territori la contrarietà non può restare chiusa nel perimetro di un singolo partito» e che «intendiamo aprire una discussione con ogni rappresentante politico contrario al collegio unico, di maggioranza come di opposizione, per arrivare a riunioni unitarie nei territori e spiegare cosa c’è di sbagliato in questa riforma». (Per le altre notizie della giornata clicca Primo Piano sopra il titolo)