Sarebbe stata la cocaina a uccidere Riccardo Zappone, il giovane trentenne deceduto nel giugno scorso a Pescara dopo una serie di circostanze nelle quali era rimasto coinvolto. Prima una rissa con tre giovani del posto, più tardi indagati per lesioni, poi il decesso avvenuto temporalmente dopo un colpo di taser ricevuto dalla Polizia. L’estremo tentativo di fermare una sua reazione scomposta.
Esclusa la responsabilità del taser e della colluttazione
A notizia diffusa si era pensato a questa catena di avvenimenti come causa di morte. La rissa e poi il taser. Ma l’autopsia ha escluso ogni responsabilità del dispositivo elettronico e della colluttazione con gli indagati. Sono stati i risultati dell’esame istologico resi noti in questi giorni, ad aggiungere il tassello definitivo che dovrebbe chiudere l’argomento e mettere a tacere ulteriori polemiche. Nel corpo del giovane sarebbero state rinvenute tracce di cocaina in quantità massicce, ritenute determinanti nel tragico esito. Rimane il dolore per la perdita di un ragazzo di trent’anni, con una vita davanti.













