La visita istituzionale a Tirana ha rappresentato per Klaudia Deda un’occasione per ripercorrere il proprio legame con l’Albania e riflettere sul rapporto tra i due Paesi. Psicologa clinica cresciuta in Italia dopo l’infanzia trascorsa in Albania, Deda ha partecipato agli incontri ufficiali come membro di una delegazione italiana, sottolineando il valore personale e professionale di questo ritorno. “Durante la visita, scrive la Deda in una nota, ho potuto ripercorrere la storia del mio Paese, dai bunker del periodo comunista al Parlamento albanese, incontrando importanti rappresentanti delle istituzioni. Un’esperienza che mi ha confermato quanto il rapporto tra Italia e Albania sia prima di tutto un legame umano, culturale e generazionale“. Durante la permanenza ha incontrato rappresentanti delle istituzioni e visitato luoghi simbolici della storia albanese, condividendo anche la storia della propria famiglia, segnata dalla migrazione e dall’integrazione. Ha ricordato il percorso della zia Kristina Marina, oggi imprenditrice negli Stati Uniti, e della figlia Cindy Marina, ex atleta professionista. “L’identità non è un confine: può diventare un ponte” ha affermato Deda, evidenziando il ruolo delle esperienze individuali nel dialogo tra i due Paesi. Un ringraziamento è stato rivolto al rettore Agron Kasa dell’Università dello Sport di Tirana e alla rappresentanza diplomatica italiana per l’accoglienza e il supporto.
commenti













