Si va molto probabilmente verso il processo per sette minorenni del teramano finiti nel mirino della Procura per reati di droga (scorri per l’articolo correlato). Con la chiusura dell’indagine si sono delineati i contorni di una rete di spaccio strutturata da loro gestita, ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni. Come riporta Il Centro, il quadro emerso descrive un’organizzazione capace di replicare modelli criminali evoluti, con una suddivisione sistematica dei compiti e delle zone di competenza per la distribuzione di hashish e marijuana. Le cessioni di stupefacenti avvenivano con frequenza quotidiana, coinvolgendo spesso coetanei e interessando le aree limitrofe agli istituti scolastici del territorio. Per garantire la riservatezza delle comunicazioni e coordinare le consegne, il gruppo faceva ricorso a chat criptate, una strategia volta a eludere i controlli delle forze dell’ordine. Gli inquirenti hanno evidenziato come i proventi dell’attività illecita venissero regolarmente reinvestiti nell’acquisto di nuove scorte, alimentando un circuito economico che i ragazzi avevano ipotizzato di formalizzare in una sorta di gestione societaria. Il sequestro di oltre un chilo di hashish presso l’abitazione di uno dei giovani coinvolti ha confermato la solidità logistica del sodalizio e la disponibilità di volumi rilevanti di sostanza.
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