Dieci giovanissimi, tutti di età compresa tra i 16 e i 17 anni, sono stati indagati dalla Procura per i minorenni dell’Aquila con l’accusa di gestire un ingente spaccio di hashish e marijuana. Le indagini dei Carabinieri di Teramo, come riporta Il Centro, ipotizzano che il gruppo gestisse un fiorente mercato di droga, operando all’interno del circuito cittadino e, con particolare allarme, in prossimità di diversi istituti scolastici.

Il quadro si aggrava con la posizione di due genitori, le cui accuse sono state stralciate e trasmesse per competenza alla Procura di Teramo. Papà e mamma, secondo l’accusa, avrebbero attivamente collaborato con il figlio minorenne, partecipando a consegne sia al dettaglio che di consistenti quantitativi di stupefacente. Il sistema di spaccio, evidenzia il decreto di perquisizione, era “fonte di rilevanti guadagni e di elevato allarme sociale” anche a causa della minore età di molti dei “clienti”.

Il gruppo, per eludere le indagini, utilizzava telefonini e tablet scambiandosi messaggi su piattaforme ad altissimo livello di criptazione. Questo sistema serviva a organizzare il traffico di “chili di hashish” e a definire modalità di consegna e appuntamenti sul mercato teramano. L’operazione ha già portato a un riscontro cruciale: durante le perquisizioni, uno dei 17enni indagati è stato arrestato dopo essere stato trovato in possesso di un chilo e mezzo tra hashish e cocaina. Ieri si sono svolti gli interrogatori di otto dei dieci indagati minorenni, per i quali la Procura ha richiesto misure cautelari. La decisione finale dei giudici dell’Aquila è attesa a breve.