E’ ancora lui, Pasquale Iannetti, storica guida alpina abruzzese che torna ad occuparsi dei Prati di Tivo. Una delle località più affascinanti d’Abruzzo che, tuttavia, per mancanza di visione, non riesce ad esprimere il suo potenziale. Iannetti, nel corso della battaglia per la conservazione e lo sviluppo della stazione montana si è fatto carico di alcune iniziative. L’ultima in ordine di tempo, si materializza in un esposto alla Corte dei Conti, con il quale si occupa degli impianti di risalita, chiusi da tempo immemore. Nell’esposto la guida chiede ai magistrati contabili di esprimersi su eventuali responsabilità, tali da aver provocato un danno erariale.
L’ESEMPIO DI RIGOPIANO
Ora, dopo la vicenda di Rigopiano dove nel 2017 una valanga spazza via un resort provocando la morte di 29 persone, Iannetti, nel corso di una intervista rilasciata a Far West su Rai3, punta l’indice sui Prati di Tivo. Caso vuole che nel giorno della tragedia una valanga si sia formata anche alle falde del Corno Piccolo. Scese dal “canalone”, per fortuna senza causare morti, ma provocando danni ad alcuni appartamenti a ridosso degli impianti. Sarebbe la conferma – emerge dal servizio Rai – che pure quell’area è esposta a pericoli.
Iannetti ricorda l’evento e sottolinea che solo negli ultimi tempi, con la stesura di un piano valanghe avvenuto con trent’anni di ritardo, si è cercato rimedio. Lo si è fatto installando sui prati in prossimità degli impianti 12 obelix, dispositivi che producono piccoli e inoffensivi distacchi programmati del manto nevoso. Con l’obbiettivo, ben collaudato, di alleggerire il carico di neve. “Il problema – dice però Iannetti – è che furono collocati a metà percorso invece che sulle creste, dove le valanghe trovano origine“.Tre di questi – aggiunge la guida – sono andati distrutti da una valanga da essi stessi provocata, proprio perchè posizionati male”.
GLI OBELIX, DISPOSITIVI COSTOSI E ABBANDONATI
Dopo la chiusura degli impianti gli obelix, costati oltre 3 milioni di euro, si trovano ora stivati nei locali sotterranei di un albergo.

Da profondo conoscitore delle montagne abruzzesi, e più ancora, innamorato dei luoghi che lo hanno visto protagonista, Iannetti ne parla con dispiacere e rammarico. “Senza obelix – conclude nell’intervista – chi va sui prati lo fa a proprio rischio e pericolo“.
En.Sq.













Lascia un commento