dalla Redazione
Potrebbe prendere forma un nuovo assetto amministrativo per la provincia di Teramo attraverso un progetto di fusione tra il capoluogo e alcuni comuni dell’entroterra. L’iniziativa, promossa dal sindaco di Montorio al Vomano Fabio Altitonante e illustrata oggi da IL CENTRO, prevede un percorso di integrazione istituzionale che coinvolgerebbe inizialmente Teramo e Montorio, con la prospettiva di estendersi ai centri montani dell’Alto Vomano — Pietracamela, Fano Adriano e Crognaleto — per ridurre la frammentazione territoriale e contrastare l’isolamento delle aree interne. Nei prossimi cento giorni sarà elaborato uno studio di fattibilità per valutare la sostenibilità economica e operativa dell’operazione. La creazione di un unico ente consentirebbe di accedere ai contributi straordinari previsti dalla normativa nazionale sulle fusioni, stimati in circa trenta milioni di euro in quindici anni, oltre a ulteriori fondi regionali. L’obiettivo è generare economie di scala, razionalizzare la spesa burocratica e migliorare la pianificazione delle opere pubbliche. Tra gli effetti attesi figurano l’ottimizzazione dei servizi sociali e scolastici, la riduzione della fiscalità locale e incentivi per nuove attività produttive, in linea con la strategia di valorizzazione del comprensorio del Gran Sasso. Il modello organizzativo si ispira all’esperienza della Nuova Pescara, mantenendo tuttavia i municipi preesistenti come presidi territoriali dotati di un proprio consiglio e presidente. Prima di ogni attuazione definitiva, il progetto dovrà essere sottoposto a referendum consultivo tra le popolazioni interessate.













