Un cospicuo distacco nevoso ha interessato il massiccio del Gran Sasso, mobilitando la macchina dei soccorsi per verificare l’eventuale coinvolgimento di escursionisti o scialpinisti. Il protocollo d’emergenza ha visto impegnati in prima linea i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, giunti sul posto per coordinare le attività di ricerca e messa in sicurezza dell’area colpita dal fronte valanghivo. Le operazioni hanno preso il via con una perlustrazione sistematica della superficie della valanga condotta dalle squadre di terra. Parallelamente, l’elicottero del 118 decollato dalla base dell’Aquila ha effettuato diversi sorvoli tecnici per mappare l’estensione del distacco e individuare dall’alto possibili segnali di presenza umana. Sul campo sono state impiegate le unità cinofile da valanga, specializzate nel fiutare tracce sotto il manto nevoso, che hanno lavorato in sinergia con gli operatori impegnati nei sondaggi manuali e nella ricerca strumentale. Le attività di bonifica si sono concentrate in particolare nelle zone di maggiore accumulo di neve, dove le squadre hanno effettuato battute approfondite per escludere con certezza la presenza di persone travolte. Al fianco del Soccorso Alpino hanno operato attivamente anche i Vigili del Fuoco e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, garantendo una copertura completa del perimetro interessato dall’evento. Le operazioni si sono concluse fortunatamente concluse con esito negativo. Non sono stati rinvenuti oggetti, tracce o segnali riconducibili al passaggio di persone al momento del distacco. Una volta accertata l’assenza di dispersi, i soccorritori hanno dichiarato conclusa la bonifica, rientrando alle rispettive basi nel tardo pomeriggio.