di Maria Patrizzi

L’integrazione di una valuta elettronica pubblica nel sistema economico dell’Unione Europea appare ormai come un percorso tracciato, sostenuto da una convergenza politica trasversale emersa durante il recente dibattito presso le istituzioni comunitarie a Bruxelles. L’iniziativa, promossa dall’associazione dei banchieri italiani, ha evidenziato come la creazione di una versione dematerializzata del contante sia considerata una priorità per rafforzare la sovranità monetaria del continente. Il progetto punta a fornire ai cittadini uno strumento di pagamento garantito direttamente dalla banca centrale, utilizzabile sia per transazioni telematiche sia fisiche, che si affiancherà senza sostituirlo al denaro circolante e ai depositi bancari privati. Le motivazioni alla base di questa transizione risiedono principalmente nella necessità di ridurre il peso dei circuiti internazionali extraeuropei che attualmente gestiscono la maggior parte dei pagamenti digitali in Europa. Questo obiettivo di indipendenza strategica ha ricevuto un’ulteriore spinta dal mutato scenario politico internazionale, portando a una ripresa dei lavori legislativi necessari per definire il quadro regolamentare. La tabella di marcia delineata prevede fasi di test a partire dal prossimo anno, con l’obiettivo di arrivare a un’emissione effettiva della valuta tra il 2028 e il 2029, a condizione che il Parlamento Europeo completi l’iter di approvazione della normativa dedicata. In questo contesto, il ruolo dell’Italia risulta rilevante non solo sotto il profilo del dibattito politico, ma anche per l’apporto infrastrutturale. Nel caso in cui il regolamento venisse ratificato, il territorio italiano è stato individuato come sede per tre centri di elaborazione dati destinati a supportare il funzionamento della nuova infrastruttura monetaria. Tale scelta rappresenterebbe un’occasione di sviluppo nel settore delle alte tecnologie e della sicurezza informatica, consolidando la partecipazione nazionale alla gestione tecnica della futura valuta digitale europea. (foto Orizzonti Politici)