In un comunicato diffuso dall’associazione “Io Genitore”, il gruppo esprime cordoglio per la morte del giovane concittadino di Bisenti e richiama l’attenzione su quella che definisce un’emergenza sanitaria, sociale e umana. Nel testo si afferma che “quanto accaduto non è un episodio isolato, ma il sintomo di un crollo collettivo”, con riferimento a un disagio che attraversa diverse fasce della popolazione e che, secondo l’associazione, riflette un fallimento delle relazioni e dei sistemi di supporto. La nota richiama il ricorso crescente a psicofarmaci, alcool e sostanze come risposta solitaria a situazioni di isolamento, e sottolinea che “i Centri di Salute Mentale, i Sert e i consultori sono stracolmi di persone che chiedono aiuto per ferite che la medicina da sola non può rimarginare”. L’associazione denuncia inoltre l’assenza di dati aggiornati dal 2021 che colleghino i gesti estremi ai contesti di vita, definendo questa mancanza “un atto di negligenza politica” e richiamando la responsabilità collettiva nel contrastare l’isolamento sociale. Nel comunicato vengono indicate alcune priorità, tra cui l’integrazione tra cure mediche e reti di welfare comunitario, interventi mirati per le dipendenze legate a crisi familiari e una riforma che tuteli i legami affettivi primari. L’associazione annuncia che questi temi saranno al centro del prossimo convegno, affermando che “non accettiamo più che il dolore venga curato con il silenzio o con l’oblio statistico”. La nota si conclude con un messaggio di vicinanza ai familiari colpiti da lutti analoghi. (Scorri per l’articolo correlato)