Durante la notte sul luogo dell’intervento è stato mantenuto un dispositivo di soccorso costituito da 30 unità e 15 automezzi operativi. Le fiamme, che hanno interessato il magazzino sul lato nord dell’azienda, è ormai quasi completamente estinto. Restano da spegnere piccoli focolai interni. Grazie al massiccio intervento di uomini e mezzi, provenienti da tutte le sedi del Comando di Teramo e delle sedi di Pescara e L’Aquila, l’incendio è rimasto confinato al magazzino e non si è propagato alle altre porzioni dell’azienda. Sul posto restano impegnate 16 unità con nove automezzi.
A fiamme domate, cominciano le domande. Ci si chiede quali saranno le conseguenze per il territorio di un incendio di questa entità che ha interessato una fabbrica di prodotti chimici andata completamente distrutta. Sembra che perfino il tetto sia passibile di un probabile inquinamento da eternit. Una realizzazione a regola d’arte ben protetta, si dice, ma che sotto l’incalzare del fuoco potrebbe aver ceduto materiale pericoloso nell’atmosfera. La zona è prettamente artigianale, con tanta gente che lavora nei vari capannoni delle più di 40 aziende presenti tutt’intorno alle quali bisogna aggiungere la popolazione dei centri abitati limitrofi. Un bel guaio. Si apre, inoltre, anche il capitolo delle aree agricole passibili di contaminazione. Uliveti, frutteti, perfino allevamenti di animali. Un bel danno anche economico, qualora le indagini dell’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente dia un responso negativo sulla fruibilità dell’aria e sulla presenza sul terreno di sostanze inquinanti.














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