Proseguono le indagini per far luce sulla morte di Stefano Persichetti, l’escursionista di 44 anni ritrovato senza vita nel massiccio del Gran Sasso. Il corpo dell’uomo, residente all’Aquila, è stato recuperato ieri mattina in una zona scoscesa del Monte Prena. La procura ha disposto l’autopsia per determinare le cause del decesso. L’esame, che si terrà probabilmente lunedì all’obitorio dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, mira a chiarire se la morte sia dovuta a una caduta accidentale o a un malore improvviso.
La vicenda ha avuto inizio giovedì sera quando la famiglia, non vedendolo rientrare, ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono scattate immediatamente, concentrandosi nell’area in cui era stata trovata l’auto dell’escursionista, ai piedi del Monte Camicia. Le operazioni, rese difficili dal terreno impervio, hanno visto la collaborazione del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo, dei Vigili del Fuoco, di unità cinofile e dell’elisoccorso del 118.













