Per i Giovani Democratici il diritto allo studio in Abruzzo è in una situazione critica. La normativa attuale risalente al 1978 – si legge in un comunicato che riportiamo in sintesi – è obsoleta e frammentata, e non riesce a garantire un’adeguata assistenza agli studenti. Solo una piccola parte di questi, circa il 18%, ha accesso al rimborso dei libri di testo, con requisiti economici molto stringenti che escludono molte famiglie bisognose. La Regione – affermano i giovani democratici – non stanzia fondi propri per il diritto allo studio, affidandosi interamente ai finanziamenti statali, e le borse di studio erogate sono insufficienti a coprire le spese effettive. Un sondaggio condotto tra gli studenti ha evidenziato ulteriormente le criticità del sistema, confermando la necessità di un intervento urgente per garantire a tutti gli studenti abruzzesi pari opportunità di accesso alla formazione. Tra le criticità denunciate:
- Carenze strutturali: edifici scolastici insicuri, con controsoffitti pericolanti, allagamenti
e assenza di spazi adeguati come palestre nei licei sportivi. - Disagio psicologico: la scuola è spesso percepita come un luogo di ansia e pressione. Il
60% degli studenti non si sente sicuro e l’84% ritiene necessaria la presenza dello psicologo scolastico in
ogni istituto.
Di seguito gli 8 punti che compongono la proposta di legge “Ritorniamo Diritti al Futuro”
- Messa in sicurezza degli edifici scolastici, con investimenti straordinari.
- Introduzione dello psicologo scolastico in ogni istituto.
- Agevolazioni per i trasporti degli studenti, con tariffe gratuite o ridotte.
- Borse di studio più ampie e accessibili, per combattere l’abbandono scolastico.
- Welfare studentesco: con promozione di spazi culturali e inclusivi e interventi mirati a
ridurre il divario digitale. - Educazione all’affettività, sessuale e contro le violenze di genere, con l’introduzione della
carriera alias, per tutelare gli studenti in transizione di genere. - Educazione per corretto stile di vita e alimentazione sana.
- Conferenza regionale per il diritto allo studio con la partecipazione di sindacati e studenti
per monitorare l’attuazione degli interventi.














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