Più che un’aula è stata un’arena. Da una parte i genitori dei convittori, spalleggiati da insegnanti e studenti, fatti entrare tutti in aula con un po’ di ritrosia dopo una decisa insistenza. Dall’altra il muro di gomma delle istituzioni, Provincia e Comune in primis, bersagli privilegiati dell’intera serata, con al fianco rappresentanti della Prefettura e della Regione. Convitato di pietra, l’esito dei ricorsi che, se positivo, per il sindaco D’Alberto aprirà a nuovi scenari, anche se non ha chiarito quali. Un incontro-scontro durato tre ore nella sede del consiglio Provinciale ma che nella sostanza, non ha visto soluzioni finali, se non generici “vedremo, proveremo”. Atteggiamenti non graditi dalla platea che ha fatto sentire tutto il proprio disappunto.

Incalzato dal fuoco incrociato dei genitori, il presidente della Provincia D’Angelo ha ribadito la disponibilità degli edifici ad uso temporaneo dell’ex consorzio di viale Mazzini concesso dalla Prefettura e del Pascal Forti. Le aule saranno pronte già dalla prossima settimana, presumibilmente per il giorno 11, finiti i lavori di pulizia e messa a punto. Per quella data gli studenti potranno riprendere le lezioni già al mattino, fino alla creazione di una scuola Jolly, in luogo da definire. “Se l’esito dei ricorsi sarà positivo – ha aggiunto – vedremo se sarà possibile riaprire il Delfico alternando la disponibilità delle aule con i lavori in corso”.

Genitori in attesa di entrare nell’aula consiliare

Tuttavia, l’alea della sentenza impone provvedimenti. Il vero nodo da sciogliere, al momento, rimane la sistemazione degli studenti del Convitto, alloggiati presso l ‘Hotel Gran Sasso. Per loro, nonostante la disponibilità del personale dell’albergo – hanno sottolineato i genitori – “è impossibile avere gli spazi necessari . Stanze che non consentono ai due, tre ragazzi che le occupano di dedicarsi con impegno allo studio“. La proposta del presidente della Provincia D’Angelo a questo proposito è ferma a siti come l’area adiacente il Pascal e l’area Rozzi a Piano d’Accio, “gli unici di nostra proprietà“. Una proposta respinta con decisione dai genitori i quali hanno ribadito con forza che una sistemazione provvisoria venga realizzata in centro, “pena il ritiro degli studenti dal Convitto e di conseguenza la sua fine, senza se e senza ma“. Scartata anche l’eventualità di un zona nei pressi dell’uscita autostradale Teramo-est e i siti parcheggi San Gabriele e San Francesco.

Ed è a questo punto che dal cilindro è venuta fuori la proposta di riunire Convitto e aule presso il vecchio stadio comunale, nella disposizione del Comune. Una soluzione gradita alla platea che consentirebbe ai ragazzi di non essere allontanati dal centro con molti vantaggi: facilità di trasporto, vita in comunità in luogo non isolato e una migliore gestione della situazione anche per i genitori. Una soluzione che ha trovato il banco delle istituzioni un tantino freddo.

Il sindaco D’Alberto, al quale al presidente D’Angelo non è parso vero poter passare la palla, ne ha annunciato di fatto l’impossibilità immediata. “C’è un finanziamento in corso di 12 milioni di euro già sotto contratto, per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo e la sistemazione del piano superiore ad area verde“. Insomma, un rifiuto verso il quale più di uno dei presenti ha esposto le proprie perplessità. “Il timore del sindaco, ci dice un genitore, è la reazione della tifoseria. Pensiamo però, che nell’emergenza ci siano da fare delle scelte coraggiose, senza contare che dopo sette anni di mandato in Comune le scuole non dovrebbero trovarsi a questo punto“. D’Alberto, tuttavia, sottoposto al fuoco di fila si è detto disponibile a valutare la proposta, attivandosi per capire quali siano i margini per non perdere il finanziamento e le eventuali conseguenze sul contratto già stipulato.

Presente all’incontro anche Paolo Gatti in rappresentanza della Regione che ha confermato la disponibilità di concedere l’ex palestra Mazzini in comodato gratuito. “Sta ora agli altri farne l’uso migliore, se credono“

All’uscita qualcuno, irritato, manifesta il retropensiero malizioso: “tutto questo cui prodest?” citando Medea di Seneca, d’altronde stiamo parlando del Classico. Non si scherza. Tanti dubbi e una sola certezza, i genitori non arretreranno.


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