La annunciata chiusura della filiale BdM di Teramo Cona torna al centro del confronto tra l’amministrazione comunale e l’istituto di credito. Il sindaco Gianguido D’Alberto ribadisce la contrarietà del Comune e si rivolge nuovamente all’amministratore delegato Cristiano Carrus, affermando: «Non abbiamo condiviso e continuiamo a non condividere la decisione di BdM di chiudere la filiale di Teramo Cona», ricordando di aver già inviato una nota formale e aggiungendo: «torniamo a chiedere alla governance dell’istituto di tornare sui propri passi».

Il primo cittadino sottolinea come la chiusura si sommerebbe alle tre già avvenute in città dall’avvento della Popolare di Bari, oggi confluita in Banca del Mezzogiorno, osservando che si tratta di una scelta che comporterebbe «conseguenze significative per la clientela e per tutta la cittadinanza» e evidenziando che verrebbe meno anche uno sportello bancomat in un’area popolosa, con disagi legati alla distanza dalla filiale più vicina, in corso San Giorgio, «dove soprattutto in alcune aree è particolarmente problematico trovare parcheggio». D’Alberto rimarca inoltre come la decisione sia «difficilmente comprensibile anche dal punto di vista strettamente economico oltre che sociale», sostenendo che non produrrebbe risparmi immediati per la banca, proprietaria dell’immobile, e conclude ribadendo l’invito a riconsiderare la scelta: «non posso che chiedere a quest’ultimo di riconsiderare questa decisione e fare un passo indietro», richiamando la necessità per il territorio di poter contare su una banca radicata e coerente con la mission di sviluppo del Centro Sud.