Il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, interviene nel dibattito sulla riforma del sistema idrico abruzzese, esprimendo forti perplessità sulla riduzione dei sub-ambiti. Partendo dal presupposto che l’assetto provinciale sia quello ottimale, il Sindaco avverte che “il rischio è che la provincia di Teramo sia l’unica davvero penalizzata”, qualora si procedesse verso accorpamenti che non tengano conto delle specificità territoriali. Tuttavia, preso atto della volontà della Regione di andare avanti, D’Alberto rilancia con una proposta ambiziosa: trasformare l’eccellenza teramana nel perno della nuova gestione. Sottolineando i risultati raggiunti, il Sindaco afferma che “l’unica scelta accettabile sarebbe l’accorpamento dei gestori aquilani all’interno della Ruzzo Reti”, poiché oggi Teramo rappresenta “la realtà più virtuosa in Abruzzo, quella in cui si paga la tariffa più bassa e dove si registra la percentuale più bassa in termini di dispersione della risorsa idrica”. Il primo cittadino ribadisce che questa visione non è dettata da logiche di parte, ma dalla volontà di tutelare i servizi essenziali attraverso una gestione che guardi all’efficienza e al risparmio. A tal proposito, ricorda che il territorio ha già avviato studi per una società multiservizi, dichiarando che “sarebbe naturale e logico salvaguardare questo enorme patrimonio, mettendolo a disposizione del territorio regionale”. Infine, guardando al cronoprogramma delle scadenze, D’Alberto delinea un percorso tecnico preciso che parta dall’assorbimento del CAM (scadenza 2027) e prosegua con la GSA (scadenza 2031). Il punto fermo della trattativa rimane però la centralità del capoluogo aprutino: “governance e sede legale dovranno restare a Teramo e la Ruzzo Reti rappresentare la società di riferimento”. In chiusura, il Sindaco tiene a precisare che “la nostra non è una battaglia di retroguardia o di campanile, ma una proposta concreta per lo sviluppo di tutto il territorio regionale”.
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