Nel settore delle telecomunicazioni continuano a preoccupare gli effetti delle riorganizzazioni aziendali e dell’introduzione dell’intelligenza artificiale sui livelli occupazionali. Secondo Stefano Conti, segretario nazionale di UGL Telecomunicazioni, il caso CallMat di Matera rappresenta «la situazione relativa al comparto dei contact center in Italia», mentre «l’introduzione massiva dell’intelligenza artificiale sta producendo una crisi senza precedenti nel comparto», afferma, sottolineando la necessità di evitare che l’automazione si traduca in una perdita strutturale di posti di lavoro. Per il sindacato, «il Governo deve urgentemente destinare risorse alla formazione», prosegue Conti, chiedendo anche «una cabina di regia nazionale» e il rispetto dei principi della normativa che promuove un utilizzo «corretto, trasparente, responsabile e antropocentrico» dell’intelligenza artificiale. Sul fronte Ericsson, dove è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti del settore Ricerca e Sviluppo di Genova, Conti parla di una scelta «inaccettabile» e osserva che «appare paradossale che Ericsson voglia privarsi di professionalità appartenenti al settore Ricerca e Sviluppo». Il sindacato sollecita il coinvolgimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sostiene la necessità di percorsi di riqualificazione, evidenziando come «cloud, data center e intelligenza artificiale costituiscano elementi portanti della trasformazione digitale» e come le competenze già presenti possano essere valorizzate attraverso formazione e riallocazione interna. (Per le altre notizie della giornata clicca Primo Piano sopra il titolo)