La rappresentante degli sfollati Anna Di Ottavio delega ad una lettera aperta agli organi di stampa il punto sulla finora precaria situazione delle case Ater. Sottolinea le controverse vicende del passato che hanno visto il rimpallarsi di compiti e responsabilità senza che si sia mai arrivati alla soluzione del problema. Rendere di nuovo gli alloggi fruibili e a disposizione degli assegnatari. Di Ottavio si rivolge al neo presidente Grotta esortandolo a fare la differenza con il passato: “non mettiamo in dubbio l’alta motivazione del nuovo presidente – scrive la rappresentante nella lettera – nella speranza che le buone intenzioni non facciano la fine di quelle degli altri del passato“. Grotta dal canto suo, farà valere la sua esperienza di amministratore con incarichi di peso in altri contesti. Ascoltato nei giorni scorsi ha già delineato la linea che segnerà il suo operato. Una “task force” affidabile che copra tutti i settori della “ricostruzione”, dall’edilizio all’amministrativo, che sia davvero operativa. “Ci sono 400 alloggi da sistemare – e lo faremo il prima possibile“. Il tempo di mettere in moto la macchina. Non sarà, insomma, si intuisce dalle sue dichiarazioni – un dejavu del passato.
Il comunicato della rappresentante Ater
“Le comunicazioni a mezzo stampa conseguenti all’insediamento del nuovo Presidente dell’ATER Teramo, al quale – come sfollati e sgomberati da Edifici ATER – non si può che fare gli auguri di buon lavoro, ci lasciano alquanto sorpresi e ci incuriosiscono parecchio!
Si comunica la nascita della Task Force della Ricostruzione composta da professionisti esterni che associata distintamente ad ogni edificio dovrebbe imprimere la tanto attesa accelerazione. Noi sfollati ricordiamo perfettamente che, in ottemperanza alle Ordinanze Commissariali, erano stati individuati dei RUP esterni che nel volgere di poco tempo sono stati “allontanati” con risibili motivazioni: ci è stato detto che il loro impegno ridotto in quanto dipendenti di altre Amministrazioni, non permetteva la velocizzazione necessaria alla già trascurata ricostruzione. Peccato che nelle risposte date si evitasse il riferimento alla specifica caratteristica di questi professionisti, individuata dall’Ordinanza, di essere strutturati in altre Amministrazioni e peccato, ancora, che il rimedio trovato di demandare ai due RUP interni l’intera responsabilità risultasse un male peggiore!
Cosa è cambiato ora? Perché non si è potuto fare e non sono stati coinvolti professionisti esterni in passato?
Il nuovo Presidente comunica anche la soluzione delle problematiche dell’edificio di via Adamoli n°48, l’unico per il quale formalmente si è concluso l’iter della ricostruzione con modalità che tutti ricordiamo; a tutt’oggi, però, non sono stati riattivati gli ascensori e non sono definite le modalità e le entità dei rimborsi, un diritto innegabile dei residenti che hanno visto distrutti i loro arredi e i loro alloggi.
Noi sfollati non mettiamo in dubbio l’alta motivazione e l’alta sensibilità civica del nuovo Presidente. Questi aspetti li abbiamo visti, all’inizio del loro mandato, anche nei suoi predecessori e per tale motivo confidiamo che almeno ora le buone intenzioni non vadano a schiantarsi contro un “qualcosa” che non riusciamo a denominare e che da sempre ci fa sentire presi in giro!“
Anna Di Ottavio
Rappresentante degli Sfollati














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