Inaugurata stamani a Teramo nei laboratori dell’ARCA in largo San Matteo, la mostra “Caravaggio, la Rivoluzione della Luce”. Resterà visitabile fino al 6 aprile. L’esposizione riunisce 34 opere di Michelangelo Merisi, universalmente conosciuto come il Caravaggio, pseudonimo mutuato dal suo luogo di origine. Un percorso che traccia il lavoro di uno dei più grandi artisti italiani di tutti tempi. Tra i capolavori esposti è possibile ammirare il Ragazzo morso da un ramarro e il Ragazzo che monda un frutto. Uomo dalla vita turbolenta, Caravaggio si guadagnò l’appellativo di “pittore maledetto”, per il suo carattere litigioso e per le sue frequentazioni negli ambienti malavitosi. Accusato di omicidio sarà costretto alla fuga, fino ad approdare a Napoli dove morirà.

Il ragazzo morso da un ramarro (1595/96)

La mostra, curata da Pierluigi Carofano e organizzata dal Comune di Teramo con MetaMorfosi Eventi, il Polo Museale e con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura e del Consiglio regionale dell’Abruzzo, intreccia opere del Seicento provenienti da importanti collezioni e dalla Pinacoteca Civica. Sei dei dipinti teramani sono inseriti in un itinerario che va dal tardo Manierismo al pieno Caravaggismo, evidenziando passaggi stilistici e influenze su scuole bolognesi e napoletane. «Quello di Caravaggio è un realismo fondato sulla percezione, capace di suggerire consistenze, temperature, luci e ombre oltre la vista», spiega il curatore Carofano, sottolineando la portata rivoluzionaria dell’artista lombardo.

Ragazzo che monda un frutto(1592)

«La mostra più importante mai ospitata dalla città» commenta il sindaco Gianguido D’Alberto, che vede nell’evento un nuovo slancio per la valorizzazione del Polo Museale. L’assessore alla cultura Antonio Filipponi parla di «grandissima emozione» per essere riusciti ad accogliere opere così prestigiose: «Non meri contenitori ma luoghi dell’anima», dice riferendosi agli spazi museali cittadini. Anche il presidente di MetaMorfosi, Pietro Folena, sottolinea il valore dell’allestimento: «Caravaggio ha posto le basi delle correnti artistiche future: la sua rivoluzione della luce parla ancora all’arte contemporanea».

Accanto alla mostra, un’ampia offerta educativa sarà attiva dall’8 dicembre al 6 aprile, con visite animate e tre laboratori dedicati al chiaroscuro, all’uso della luce e al racconto visivo tramite kamishibai.

La mostra è aperta tutti i giorni, con diverse fasce orarie nel weekend.
Biglietti: 10 euro (intero), 6 euro (ridotto 7–25 anni e gruppi), 3,50 euro per le scuole. Ingresso gratuito per bambini 0–6 anni, insegnanti e persone con disabilità.

Info: info@polomusealeteramo.it