Dalla redazione:

Un’inchiesta della Procura di Chieti sta portando alla luce un presunto scandalo legato al dispositivo “Speed Scout”, utilizzato per rilevare infrazioni ai limiti di velocità. Cinque agenti della polizia municipale di Francavilla, riporta Il Centro, sono indagati per gravi reati tra cui falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

Secondo quanto emerso dall’indagine, lo Speed Scout sarebbe stato affetto da un malfunzionamento che lo portava a registrare infrazioni mai realmente commesse. Il periodo sotto la lente va dal 1° luglio 2020 al 4 dicembre 2023: circa 4.000 multe potrebbero essere state emesse indebitamente.

Tra gli indagati spicca il vicecomandante, affiancato da quattro agenti . A due di questi ultimi viene contestata la falsificazione dei verbali di controllo annuale del dispositivo, che ne attestavano il corretto funzionamento pur in assenza di competenze tecniche adeguate. Una omissione che avrebbe permesso alla macchina di registrare velocità errate, specialmente nel caso di veicoli pesanti, furgoni e fuoristrada. Il vice comandante e un altro agente sono invece accusati di aver firmato nel 2021 un verbale di verifica ignorando precise direttive ministeriali, non distinguendo le categorie di veicoli e non tenendo conto degli errori sistematici. Il vice comandante e un quarto agente, sono inoltre sospettati di aver occultato prove digitali, nascondendo in cartelle riservate le fotografie scattate dallo Speed Scout per coprire i malfunzionamenti.

L’inchiesta, già ribattezzata “Autovelox-gate”, ha destato clamore tra i cittadini di Francavilla al Mare, dove in molti avevano da tempo espresso dubbi sull’affidabilità del sistema, soprattutto per le raffiche di contravvenzioni notificate dopo i transiti nelle gallerie Le Piane e San Silvestro.


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