La Provincia ha avviato l’iter per l’installazione di tre nuovi dispositivi di rilevamento della velocità lungo alcune strade del territorio. Gli autovelox sarebbero collocati su:
L’ex Statale 80 ora SP80, Teramo–Mare; SP 1 “Bonifica del Tronto”; SP 8 “Fondovalle Salinello”.
Per la Provincia è una decisione legata all’aumento della sicurezza stradale. Una scelta che, tuttavia, non convince tutti. E’ recente e ancora in corso lo “scontro” Provincia e utenti della strada, supportati dal sindaco di Campli Agostinelli e dal consigliere comunale teramano Corona, circa l’autovelox installato nei pressi della galleria di Piancarani sulla SP3. A questo proposito sarebbe pronto un cospicuo numero di ricorsi presentati dagli automobilisti “battezzati” dall’occhio inflessibile della telecamera. Secondo la recente normativa Salvini, dicono i ricorrenti, quel tratto di strada non avrebbe le caratteristiche di pericolosità necessarie, caratteristiche stabilite da un dato statistico sugli incidenti.
Inoltre, la legge prevede che «per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento». Tradotto dal linguaggio burocratico, secondo il Codice della Strada, i dispositivi devono essere “omologati” e non semplicemente “approvati”. Difetto che accomunerebbe la quasi totalità degli impianti su tutto il territorio nazionale. In arrivo nuovi ricorsi?
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