L’Assciazione interviene con una nota sulla sentenza che riguarda l’arbitrato con la Baltour finita con la condanna del Comune e invita a non ripetere lo stesso schema sull’impianto di Carapollo. IL COMUNICATO INTEGRALE:
“VICENDA BALTOUR E BIODIGESTORE: I CITTADINI CHIAMATI A RISPONDERE DEI GRAVI ERRORI
DI QUESTA AMMINISTRAZIONE. TERAMO MERITA LA MASSIMA TRASPARENZA.
La sentenza dell’Arbitrato Baltour ha condannato il Comune (di Teramo) a pagare l’astronomica cifra di
sette milioni di euro, ulteriore debito che peserà sulle spalle dei cittadini teramani.
Tale vicenda non è soltanto un contenzioso conclusosi con una condanna a carico del
Comune, ma rappresenta il fallimento di una precisa scelta politico-amministrativa.
Per anni l’Amministrazione Comunale ha sostenuto una determinata impostazione giuridica,
respingendo le richieste della società. Oggi quella posizione è stata clamorosamente smentita
dal Collegio Arbitrale, e il risultato finale è un esborso milionario che, in un modo o nell’altro,
ricadrà pesantemente sulla collettività teramana.
Questo epilogo non può essere considerato una fatalità, ma è il prezzo di decisioni
amministrative che si sono rivelate clamorosamente sbagliate.
Ed è proprio per questo che chiediamo all’Amministrazione di fermarsi a riflettere prima di
ripetere lo stesso schema sull’impianto di biodigestione dei rifiuti urbani di Carapollo, un’opera
da oltre trenta milioni di euro, la cui copertura finanziaria è oggi dubbia disponibilità, essendo
il PNRR abbondantemente scaduto il 30 giugno scorso. Il Comune impari la lezione prima di
trasformare la realizzazione del biodigestore nel prossimo incidente amministrativo.
Anche in questo caso assistiamo a un atteggiamento che desta preoccupazione: dichiarazioni
rassicuranti, cronoprogrammi estremamente ottimistici, continue aermazioni sulla solidità
dell’intervento, senza che vengano messi a disposizione della cittadinanza tutti gli atti
necessari per fugare i dubbi che da mesi vengono sollevati da questa Associazione, che, come
già ripetutamente aermato, non contesta l’utilità del biodigestore, anche se si tratta di opera
palesemente antieconomica e localizzata in un sito non idoneo, ma contesta un metodo, lo
stesso metodo che porta un’Amministrazione a convincersi della correttezza delle proprie
scelte senza accettare un confronto concreto sulle reali criticità esistenti.
La vicenda Baltour dimostra che anche un’Amministrazione può sbagliare, ma quando sbaglia
però gli amministratori non pagano mai, ma pagano sempre gli stessi, i cittadini.
Per questo oggi le responsabilità politiche esistono eccome. Non perché sia stata emessa una
condanna nei confronti di qualcuno, ma perché governare significa assumersi la responsabilità
delle decisioni prese e delle loro conseguenze economiche. Ed è esattamente ciò che
l’Associazione chiede anche sul biodigestore; prima di impegnare un investimento superiore ai
trenta milioni di euro, il Comune chiarisca definitivamente tutti gli aspetti ancora controversi:
lo stato reale del progetto, la copertura finanziaria per la realizzazione dell’impianto e della
bonifica del sito, la sostenibilità dei tempi di attuazione e le conseguenze che potrebbero
derivare qualora il quadro oggi rappresentato dovesse rivelarsi diverso da quello annunciato.
E’ di oggi la notizia che la procedura di gara di appalto da oltre trenta milioni di euro risulta
essere sospesa, a seguito della richiesta del RUP e del Dirigente competente, “per il tempo
necessario alla definizione dei chiarimenti richiesti”: è ovvio che in questa situazione di totale
incertezza sulla disponibilità dei fondi, gli operatori economici potenzialmente interessati a
partecipare alla gara chiedano tutte le necessarie spiegazioni, senza considerare inoltre le
spiegazioni che il Comune deve fornire ad ANAC e MASE a seguito dell’esposto inoltrato
dall’Associazione il 29 Giugno scorso.
Dopo la catastrofe della sentenza Baltour, la città di Teramo non può permettersi un’altra
scommessa amministrativa: quando sono in gioco decine di milioni di euro di risorse
pubbliche, non bastano l’ottimismo e gli slogan, ma servono certezze.
E fino a quando le risposte chiare non arriveranno, continueremo a svolgere il nostro ruolo con
determinazione, nell’interesse esclusivo della città di Teramo e dei suoi cittadini“.
Associazione Ambiente & Sicurezza Città di Teramo
Il presidente Avv. Antonella D’Angelo Gallo











