Si è concluso con un nulla di fatto il tavolo di conciliazione che si è tenuto stamani in Prefettura tra l’Ugl, Cisl, Uil, Nursind e Cgil e le cooperative che gestiscono i servizi di alcune case di riposo in Provincia di Teramo. Per i sindacati “il tavolo si è chiuso con esito negativo” perchè “le cooperative non danno garanzie sul pagamento e purtroppo sicontinua a registrare un atteggiamento vergognoso e irrispettoso nei confronti di lavoratrici e lavoratori”. La rottura definitiva è avvenuta a fronte di proposte giudicate insufficienti dal lato sindacale, i cui esponenti hanno precisato che “il tavolo si è chiuso perché l’unica risposta pervenuta è stata un’offerta su un possibile pagamento parziale” e che tale opzione è giunta “senza indicare i tempi”, motivo per cui “chiaramente, si è ritenuta non accettabile” la soluzione prospettata. Secondo la delegazione dei lavoratori, la liquidazione delle spettanze non avrebbe comunque richiesto il vincolo della trattativa, poiché “è evidente che se volessero farlo, possono comunque farlo a prescindere dal tavolo”. Constatato che “per queste ragioni il tavolo di conciliazione è chiuso in modo negativo”, le organizzazioni sindacali hanno annunciato l’intenzione di avviare le procedure di mobilitazione, dichiarando che “ora si procederà con le azioni possibili tra cui, nel rispetto dei tempi e della legge, l’indizione di uno sciopero e di tutte le forme di protesta consentite dalla legge”.

Trattandosi di attività sottoposte a regolamentazione, i rappresentanti hanno tenuto a specificare che “lo sciopero va proclamato dopo almeno 10 giorni dalla comunicazione”, un vincolo normativo per cui di conseguenza, le sigle hanno invitato il personale alla massima attenzione al rispetto dei tempi.











