Crisi del commercio di prossimità, opportunità del turismo e sfide globali sono stati i temi al centro dell’assemblea annuale di Ascom Abruzzo, svoltasi il 30 novembre all’Hotel Villa Medici di Rocca San Giovanni. A presiedere i lavori il presidente Angelo Allegrino, affiancato dai dirigenti provinciali e da numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui i sindaci di Chieti e Pescara, Diego Ferrara e Carlo Masci, l’assessore regionale al Turismo Daniele D’Amario e vari esponenti regionali e del mondo produttivo. Per l’Ascom di Teramo era presente il dirigente Claudio Boffa.

Nella sua relazione di apertura, Allegrino ha evidenziato il contesto di instabilità geopolitica e le conseguenze economiche legate ai conflitti e alle tensioni sui mercati, avvertendo che tali dinamiche possono riflettersi anche sulle economie locali. «Nonostante tutto dobbiamo rimboccarci le maniche e sostenere la crescita, senza lasciare indietro nessuno», ha affermato, criticando inoltre alcune politiche agricole europee considerate penalizzanti per il comparto agroalimentare italiano. Il presidente ha poi illustrato i principali indicatori dell’economia abruzzese: Pil oltre 41 miliardi, valore pro capite vicino ai 33 mila euro, forte specializzazione industriale e un export in aumento del 10 per cento. «Sono segnali incoraggianti che mostrano la capacità delle imprese di reagire», ha commentato, pur richiamando la necessità di monitorare il settore automotive, fulcro dell’industria regionale.

Ampio spazio è stato dedicato al turismo, con riferimenti agli eventi e agli investimenti che stanno sostenendo la crescita del comparto, dal Giro d’Italia alla valorizzazione della Costa dei Trabocchi. «Sono iniziative che stanno dando risultati importanti, ma serve accompagnarle con servizi adeguati, manutenzione, segnaletica e professionalità nell’accoglienza», ha osservato Allegrino, ricordando anche il ruolo della formazione e delle Bandiere Blu come attrattori di qualità. Tra i temi cardine emersi nel dibattito quello della rigenerazione urbana, del rilancio dei centri storici e del contrasto alla desertificazione commerciale. «Crediamo nel valore economico e sociale della piccola impresa, perché pensare al ‘piccolo’ non significa pensare in piccolo», è stato ribadito da più interventi, con un appello a un maggiore coinvolgimento delle Camere di commercio, giudicate troppo defilate.

Non è mancato un passaggio sul ruolo strategico della cultura, ritenuta una leva capace di generare ricadute economiche e favorire coesione sociale. «La cultura, oltre a nutrire le comunità, è un motore di sviluppo», ha sottolineato Allegrino, concludendo che «Ascom Abruzzo mette al centro le persone: imprenditori, professionisti, lavoratori e volontari che ogni giorno costruiscono impresa, occupazione e futuro».