L’ultima analisi sugli incidenti mortali sul lavoro traccia un quadro preoccupante per l’Italia, con oltre la metà delle regioni classificate in “zona rossa” o “arancione”. Tra le aree più colpite spicca l’Abruzzo, che rientra nella “zona rossa” con un indice di incidenza di mortalità sul lavoro superiore alla media nazionale, ferma a 11,6 decessi ogni milione di lavoratori.
Questo dato allarmante posiziona l’Abruzzo al fianco di regioni come Basilicata, Umbria, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Sicilia, Puglia e Campania, tutte caratterizzate da un’incidenza di infortuni mortali significativamente più alta. La situazione è aggravata dal fatto che, a fine maggio, il bilancio nazionale contava già 277 infortuni mortali sul luogo di lavoro. A questi si devono aggiungere quelli coinvolti in incidenti mortali mentre si recavano al lavoro, oltre 100.
Le regioni che registrano il maggior numero complessivo di vittime sono Lombardia, Veneto, Campania, Sicilia, Puglia e Piemonte. I settori più a rischio si confermano quello delle Costruzioni, le Attività Manifatturiere, i Trasporti e Magazzinaggio e il Commercio, evidenziando la necessità di interventi mirati in queste aree cruciali dell’economia.
La mappa delle “zone” di rischio vede il Veneto, la Calabria e la Liguria in “zona arancione”, mentre Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Molise e Lombardia si trovano in “zona gialla”. Infine, Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna e Marche godono della classificazione in “zona bianca”, indicando una situazione relativamente migliore in termini di sicurezza lavorativa.














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