Nonostante lo stop ai lavori nel tunnel del traforo del Gran Sasso la viabilità rimarrà regolata dai semafori, colpevoli nei giorni scorsi di code chilometriche con ripercussioni negative su più fronti. Questo, almeno fino alla settimana prossima durante la quale nel corso di due riunioni tra le parti interessate, fissate per lunedì e martedì, si farà il punto della situazione. Si faranno verifiche sulle conseguenze della rottura del collettore di drenaggio “incriminato”, che, stando ai comunicati diffusi dal Commissario Caputi, avrebbe contribuito ad innalzare il livello di torbidità dell’acqua. A questo proposito, tuttavia, la Ruzzo Reti ha ribadito l’assoluta potabilità dell’acqua immessa in rete: “I fatti riportati – informa un comunicato – si riferiscono al 14 ottobre, giorno in cui l’acqua, il cui valore di torbidità era aumentato, era già a scarico preventivo e quindi mai immessa nella rete idrica. Avevamo garantito alla popolazione che al primo valore non conforme avremmo chiesto di sospendere i lavori e così è stato fatto. Tranquillizziamo pertanto i cittadini sull’assoluta potabilità della risorsa idrica“.
Notizie, invece, dal versante aquilano. Il prefetto Di Vincenzo – informa una nota Ansa – si appresterebbe a formare un tavolo con tutti gli attori coinvolti nella vicenda. Al centro le verifiche su un’emergenza che “potrebbe creare serie problematiche a 700mila cittadini correlati alla erogazione di acqua provenienti dalle sorgenti del Gran Sasso. Tra le verifiche più importanti le infiltrazioni nell’acquifero, problematica denunciata dalle associazioni ambientaliste che ha portato alla nomina di un commissario chiamato ad attuare un progetto di messa in sicurezza“. Fatti, cioè, non correlati agli ultimi avvenimenti.













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