Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria interviene sull’istituzione del nuovo Provveditorato regionale Abruzzo‑Molise, chiedendo che l’avvio del PRAP non comporti ulteriori riduzioni di personale negli istituti della regione. Il segretario generale Donato Capece ha ribadito al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che “non possiamo accettare che la nascita del nuovo Provveditorato avvenga sottraendo risorse umane agli istituti penitenziari già allo stremo”, aggiungendo che “sarebbe una scelta miope che finirebbe per compromettere la sicurezza delle carceri e aggravare i carichi di lavoro del personale”. Il SAPPE ha contestato anche i recenti distacchi verso il presidio di Pescara, ritenuti privi della necessaria trasparenza. “Le assegnazioni devono avvenire nel pieno rispetto delle regole e attraverso procedure chiare e imparziali”, ha osservato Capece, sottolineando che decisioni diverse rischiano di alimentare sfiducia e tensioni. Il segretario regionale Ninu ha ricordato che l’Abruzzo è già tra le realtà più penalizzate sul piano degli organici e che l’ipotesi di destinare 24 unità al nuovo PRAP, senza un contestuale incremento attraverso la mobilità nazionale prevista per ottobre, potrebbe mettere in crisi gli istituti. Per questo il SAPPE ha chiesto un impegno formale affinché la mobilità assegni alla regione un numero adeguato di unità. “La Polizia Penitenziaria non può essere considerata un serbatoio dal quale attingere personale per risolvere problemi organizzativi”, ha concluso Capece, richiamando la necessità di coniugare efficienza amministrativa, sicurezza degli istituti e tutela professionale del Corpo. (Per le altre notizie del giorno: clicca in alto su “Primo piano”)