In un comunicato la Uil Abruzzo espone un quadro di forte criticità per l’Abruzzo nell’ambito della Zes Unica, con appena 4 autorizzazioni rilasciate su un totale di 179 nel Mezzogiorno. Commentando i dati aggiornati al 31 marzo 2026, il segretario generale Michele Lombardo (foto in copertina) dichiara che “un divario territoriale da colmare, la lettura dei dati del Dipartimento per il Sud ci restituisce un’immagine preoccupante di disomogeneità territoriale”, aggiungendo come la regione rischi l’esclusione dai grandi flussi di investimento privato. Proseguendo nell’analisi della situazione, il segretario sottolinea l’urgenza di una pianificazione più solida e afferma che “non possiamo permettere che lo sviluppo proceda in modo casuale, senza una vera regia, chiediamo alla Regione un colpo di reni e una governance partecipata che coinvolga stabilmente le parti sociali”. Il documento mette in luce la distanza tra l’Abruzzo e i poli trainanti del Sud, come Puglia e Campania che detengono rispettivamente il 38% e il 35,2% delle autorizzazioni, mentre la regione abruzzese si attesta solo al 2% del totale. In merito alla natura degli interventi economici, Massimo Longaretti, componente della segreteria regionale, interviene precisando che “il successo della Zes non si misura solo con il numero di imprese attratte, ma con la qualità dell’occupazione generata”. Secondo il rappresentante sindacale, gli incentivi pubblici devono essere legati a vincoli precisi, poiché “chi beneficia delle agevolazioni deve garantire il pieno rispetto dei Contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi di Uil, Cgil e Cisl e consentire la piena regolarità contributiva e standard elevatissimi in materia di salute e sicurezza”.

La nota della Uil Abruzzo individua inoltre alcuni pilastri necessari per il rilancio, quali l’integrazione tra Zes e Zls per filiere logistiche avanzate, il potenziamento della formazione tramite gli Its e l’introduzione di premialità per la stabilizzazione dei contratti precari. In conclusione dell’intervento, Michele Lombardo e Massimo Longaretti ribadiscono la necessità di una prospettiva ampia, sostenendo che “l’Abruzzo ha le potenzialità per agganciare questa ripresa, ma serve una visione di medio-lungo periodo che metta al centro la dignità del lavoro affinché la crescita degli investimenti si traduca in un reale benessere per le lavoratrici e i lavoratori”.













