In un comunicato stampa emesso stamani, il consigliere regionale Giovanni Cavallari, capogruppo di Abruzzo Insieme, ha espresso dure critiche in merito alla gestione del trasporto pubblico locale, affermando che “Dalla Commissione di Vigilanza è arrivata una conferma netta: il centrodestra abruzzese, mentre a parole si dice vicino alle aree interne, nei fatti le sta abbandonando”. Secondo l’esponente dell’opposizione, la direzione politica del comparto sarebbe del tutto assente, lasciando che “Il management di TUA SpA decida in autonomia, perseguendo logiche esclusivamente economico-finanziarie e scaricando sui territori più fragili il peso delle proprie scelte”. Cavallari prosegue sottolineando come questa dinamica rappresenti una vera e propria resa della politica, evidenziando che “La linea è chiara: esternalizzare i servizi nelle aree interne, ridurre le corse, abbassare gli standard e aumentare i costi per cittadini e lavoratori”. Il capogruppo definisce questo approccio un disimpegno deliberato che rischia di accelerare lo spopolamento delle comunità montane, aggiungendo poi un’analisi dettagliata dei costi per l’utenza e rilevando che “I numeri parlano chiaro: nelle province dell’Aquila e di Teramo si paga fino al triplo rispetto all’area metropolitana Chieti-Pescara, con biglietti che superano i 4 euro per tratta e abbonamenti che arrivano a costare centinaia di euro in più l’anno”. Questa situazione descriverebbe, a suo avviso, un territorio diviso dove “Si crea così un Abruzzo a due velocità: da una parte territori serviti e integrati, dall’altra cittadini costretti a pagare di più per avere meno”. Il comunicato affronta inoltre il tema delle sub-concessioni ai privati, giudicandole gravissime in quanto porterebbero a “meno tutele per i lavoratori, salari compressi e qualità del servizio più bassa”, smantellando di fatto il settore pubblico senza una reale visione industriale. Cavallari mette poi in luce quella che definisce un’ipocrisia gestionale, spiegando che “Il paradosso è evidente: la stessa maggioranza che giustamente mantiene presidi sanitari anche in perdita nelle aree interne, sui trasporti applica la logica opposta, trattandoli come un costo da tagliare”. Infine, la nota si conclude con un richiamo al mancato avvio del biglietto unico regionale, citato come prova dell’immobilismo della Giunta, e con la promessa di una ferma opposizione poiché “Questa non è inefficienza: è una scelta politica precisa e noi continueremo a contrastarla con determinazione, perché il diritto alla mobilità non può dipendere dal luogo in cui si vive”.
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