Secondo l’Uniat Abruzzo, la regione vive una fase di emergenza abitativa dovuta allo squilibrio tra domanda e offerta di edilizia residenziale pubblica, nonostante un patrimonio Ater e comunale numericamente rilevante. Le difficoltà riguardano soprattutto anziani con pensioni minime, studenti e famiglie a basso reddito, mentre il mercato privato non riesce a compensare le carenze del sistema pubblico. I dati, si legge in un comunicato diffuso dalla presidente Roberta Polce (foto), mostrano un aumento delle compravendite nel 2025, con dinamiche diverse tra le province, e una forte crescita dei canoni di locazione, trainata dalla domanda nelle aree universitarie. L’Uniat evidenzia come le tendenze nazionali incidano maggiormente in Abruzzo, caratterizzato da un mercato meno dinamico e da condizioni sociali più fragili, e richiama la necessità di interventi strutturali per recupero e riassegnazione degli alloggi inutilizzati, riqualificazione del patrimonio e sostegno all’affitto, sottolineando che senza un piano integrato il diritto alla casa rischia di diventare sempre più selettivo.
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