Un cambio di paradigma che punta a trasformare la gestione dell’acqua in una strategia strutturale per il futuro del Paese. È il messaggio emerso dal convegno “Sicurezza idraulica e resilienza dei territori – La proposta concreta dei Consorzi di bonifica”, ospitato alla Camera dei Deputati e promosso da ANBI. Al centro dell’incontro, la presentazione di un piano da oltre 7 miliardi di euro, capace – secondo le stime – di generare 57.000 posti di lavoro e una ricaduta economica annua di 1,5 miliardi. Numeri che confermano il ruolo strategico dei Consorzi di bonifica, titolari del 46% dell’intero Piano Idrico Nazionale. All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti del Governo, del Parlamento, del mondo accademico e imprenditoriale, insieme ai Consorzi provenienti da tutta Italia. Per l’Abruzzo erano presenti la direttrice Stefania Pastore e il presidente Roberto Battaglia del Consorzio Bonifica Nord di Teramo, che hanno evidenziato criticità e potenzialità di un territorio sempre più esposto a siccità e rischio idrogeologico.
Durante la mattinata sono stati illustrati i progetti regionali e nazionali, con un obiettivo condiviso: superare la logica dell’intervento post-emergenza. Negli ultimi quattro anni, infatti, gli eventi estremi sono costati al Paese circa 5 miliardi di euro, cui si aggiungono 20 miliardi di perdite nel settore agricolo. Da qui la necessità di investire in prevenzione, con interventi meno onerosi e più efficaci nel lungo periodo.
Tra le proposte, un ruolo centrale è stato attribuito agli invasi multifunzionali promossi da ANBI e Coldiretti, infrastrutture pensate per garantire disponibilità idrica, produzione energetica e difesa del suolo. Un tassello fondamentale di una strategia che vuole coniugare sicurezza, sviluppo e sostenibilità.
A chiudere i lavori, il direttore generale ANBI, Massimo Gargano, che ha richiamato lo slogan “Save water, no war”, sintesi della visione emersa dal confronto: l’acqua come risorsa da proteggere e gestire con responsabilità.