L’incertezza domina le prospettive delle imprese abruzzesi per il 2026, ma non esclude spazi di ottimismo. È quanto emerge dal sondaggio del Centro studi della CNA nazionale, che fotografa un clima prudente tra gli imprenditori, con il 63% degli intervistati in Abruzzo che dichiara di muoversi in uno scenario incerto, uno dei valori più alti a livello nazionale. «La grande incertezza è il comun denominatore delle risposte» si legge nella nota della Confederazione artigiana, «con un quadro territoriale che vede prevalere il pessimismo rispetto all’area degli ottimisti».

Sul fronte dell’export, solo il 23,3% delle piccole imprese abruzzesi si dice propenso a guardare ai mercati esteri, un dato inferiore alla media nazionale, mentre più marcato appare l’ottimismo quando si guarda alle prospettive della propria azienda: appena il 14,3% prevede un 2026 peggiore, a fronte di un 22,1% che si attende un andamento positivo, il miglior saldo registrato nel campione. «L’area dell’incertezza è talmente ampia da far pensare che le micro e piccole imprese saranno costrette a navigare a vista» osserva il presidente della CNA Abruzzo, Bernardo Sofia, «e proprio per questo vanno rafforzate le misure a sostegno delle imprese, dall’accesso al credito all’export e all’innovazione, con un ruolo centrale delle istituzioni»













