Il sindacato Orsa ha annunciato uno sciopero nel trasporto pubblico locale abruzzese denunciando gravi criticità nella gestione aziendale. Secondo l’organizzazione sindacale, i lavoratori starebbero pagando un prezzo elevato in termini di trasferimenti d’ufficio verso sedi lontane, chiusura di sedi storiche e conseguenze rilevanti sulla vita personale e familiare, con un aumento dei costi e un carico fisico e psicologico definito «ormai insostenibile».

Orsa, in una dichiarazione all’ANSA, segnala inoltre continui disservizi, una riduzione dell’affidabilità e un progressivo peggioramento della qualità del servizio, sottolineando come «siano i cittadini a subire quotidianamente le conseguenze di questa gestione». A rendere il quadro più critico, secondo il sindacato, è la situazione dell’evasione tariffaria, che nel Tpl abruzzese raggiungerebbe «picchi stimati dell’80-90%», con una perdita di milioni di euro, senza che siano state attuate misure efficaci di contrasto. Il sindacato giudica infine «del tutto inaccettabile» la previsione di aumenti retributivi e avanzamenti per il comparto dirigenziale a fronte dei sacrifici richiesti ai lavoratori e dei rischi occupazionali. Lo sciopero viene definito «una risposta inevitabile» e un segnale di allarme a tutela del servizio pubblico, dei lavoratori e del diritto dei cittadini a un trasporto pubblico efficiente, sicuro e affidabile.