Dopo Montesilvano, anche Spoltore prende posizione sulla nascita della Nuova Pescara. Giovedì 29 gennaio il consiglio comunale sarà chiamato a discutere una proposta di delibera che chiede la sospensione del processo di fusione e l’abrogazione della legge regionale istitutiva. A confermarlo è il sindaco Chiara Trulli, che annuncia l’arrivo dell’atto in aula per una possibile approvazione. La delibera, anticipata nei giorni scorsi dal presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani, riporta Il Pescara, prevede anche l’avvio di un percorso alternativo per la costituzione di una città metropolitana dai confini più ampi, «escludendo qualsiasi processo di fusione e soppressione dei Comuni esistenti». La notizia è emersa durante una seduta del consiglio comunale di Pescara, dove il consigliere Massimiliano Di Pillo ne ha letto alcuni passaggi.

Trulli ha ribadito le proprie perplessità su una fusione definita «un’impalcatura senza fondamenta», sostenendo che manchino garanzie e studi preliminari adeguati. Posizioni che si contrappongono a quelle espresse dal candidato sindaco di Pescara Carlo Costantini, che ha parlato di «sabotaggio» del progetto, stimando in circa 10 milioni di euro l’anno il costo dei ritardi per i cittadini. Secondo Di Pillo, la scelta di Spoltore rappresenta la «dimostrazione plastica del fallimento» della gestione del processo da parte dell’amministrazione pescarese. Critiche simili sono arrivate anche da Donato Di Matteo, che ha denunciato la mancanza di coinvolgimento di Spoltore e Montesilvano e il rischio di aver speso risorse pubbliche senza una chiara volontà politica. Ora la parola passa ai consiglieri comunali di Spoltore, chiamati a esprimersi formalmente sulla richiesta di fermare la fusione.