La Uil Abruzzo, in un comunicato che riportiamo in sintesi, esprime preoccupazione per i dati del Rapporto Censis 2025, che traccia un quadro critico del Paese e riflessi evidenti anche sulla regione. Il sindacato richiama in particolare la situazione economica delle famiglie abruzzesi, ricordando che “circa l’10,1% delle famiglie si trovava in condizione di povertà relativa”, un dato che, pur sotto la media del Sud Italia, viene indicato come segnale di fragilità diffusa.

Il documento richiama inoltre le tre emergenze nazionali individuate dal Censis — sanità, demografia e protezione sociale — e sottolinea come queste si riflettano anche a livello locale. La Uil segnala in particolare il clima di difficoltà all’interno del sistema sanitario: “Medici e infermieri sono sotto assedio… il 65,9% delle strutture registra carenze di personale, dato che combacia con quello abruzzese”.

Secondo il comunicato, l’Abruzzo continua a muoversi “a due velocità”. “La costa, così come Pescara e Chieti, mostrano un maggiore dinamismo rispetto alle aree interne dell’Aquila e Teramo”, affermano i dirigenti sindacali. Pescara viene indicata come la provincia più performante; Chieti mantiene un trend di crescita stabile; L’Aquila migliora in alcuni indicatori, mentre Teramo rimane il territorio più in difficoltà. Nelle aree interne, il primo semestre 2025 avrebbe registrato un calo di unità produttive e un aumento delle famiglie monoreddito, che in alcuni comuni arriverebbero a sfiorare il 38%.

Il comunicato si concentra infine sul tema dell’emigrazione giovanile, descritta come un fenomeno che produce “un doppio svuotamento: demografico e produttivo” e che colpisce soprattutto le zone interne. La Uil auspica un rafforzamento dell’offerta universitaria e maggiori investimenti per trattenere i giovani in regione, ribadendo la propria disponibilità a confrontarsi sulle criticità evidenziate.