Giovedì 4 dicembre 2025 si preannuncia una giornata cruciale per le infrastrutture abruzzesi, con la convocazione della Commissione di Vigilanza che concentrerà la sua attenzione sul completamento della strategica direttrice Teramo-Mare. Tra i punti all’ordine del giorno il IV Lotto della variante alla S.S. 80 “del Gran Sasso d’Italia”, un’opera considerata fondamentale per decongestionare la viabilità esistente e migliorare il collegamento tra l’A14 (Mosciano Sant’Angelo) e la S.S. 16 Adriatica (Giulianova), aggirando i centri urbani di Notaresco, Roseto e Giulianova.
Numerosi gli interventi attesi. Ci saranno i sindaci delle aree interessate, esponenti della provincia, i responsabili dell’Anas, l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis, la sovrintendente delle Belle Arti, Collettini, l’onorevole Sottanelli, Luciano D’Alfonso e tutte le altre parti interessate, anche dell’imprenditoria privata.
Sul tavolo la richiesta avanzata dal Comune di Roseto di modificare il progetto spostando il tratto di strada dal suo territorio a quello di Giulianova. “Un progetto, è la posizione dei rosetani, che va a penalizzare una delle zone agricole e naturali di pregio del territorio di Roseto degli Abruzzi, senza portare alcun vantaggio alla comunità“. (Clicca sul link in coda)
A seguire, il secondo punto affronterà un altro snodo cruciale per la mobilità regionale: il raddoppio Ferroviario Pescara – Roma, concentrandosi sui lotti 1 e 2. La discussione verterà sull’aggiornamento dei lavori e sulla verifica delle proposte di migliorie avanzate da RFI nei territori dei comuni del pescarese coinvolti, in particolare Manoppello, Scafa, Alanno e Rosciano. Saranno ascoltati gli amministratori locali Giorgio De Luca (Sindaco di Manoppello), Giordano Di Fiore (Sindaco di Scafa), Oscar Pezzi (Sindaco di Alanno) e Simone Palozzo (Sindaco di Rosciano), oltre a rappresentanti del tessuto economico locale come Marco Blasioli (Amministratore Unico Orsini & Blasioli Srl) e Daniela Zaccara (Amministratore Delegato Alfasigma Pomezia). L’obiettivo resta quello di velocizzare il collegamento transappenninico, riducendo i tempi di percorrenza e aumentando la capacità della linea ferroviaria.
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